Mi rivolgo a tutto il forum, sperando di trovare qualche volenteroso che mi aiuti a capire come funzionano i buoni sconto che sono stati dati in premio ai vincitori del contest webwriter 2011. Innanzitutto vorrei sapere se hanno una scadenza, poi su quali network e come possono essere utilizzati. Chi ha delle informazioni utili cortesemente le posti, grazie!
Io ho scritto all'indirizzo email per avere spiegazioni ma per rispondere ci mettono una vita. Non si capisce quindi come faranno a smaltire tutti i buoni!
Concordo...tra l'altro a me hanno detto di leggere bene il regolamento...mi domando quale sia questo fantomatico regolamento a cui si fa riferimento...
ho trovato il regolamento, queste sono le condizioni
Sono nominali ma sono sia cedibili che vendibili a terzi.
Per essere usati devo essere accompagnati dal relativo codice alfanumerico.
Possono essere usati solo in un'unica soluzione (non sono divisibili).
Possono essere usati una sola volta e solo per i prodotti/servizi consentiti nei quantitativi consentiti da AAC Network.
Non possono essere convertiti in contanti a meno che si faccia corrispondere la cifra integerale senza sconto ad AAC Network.
Sono soggetti ad approvazione da parte di AAC Network (che si riserva il diritto di non accettarne l'attivazione senza dare spiegazioni).
Si riferiscono a prodotti/servizi il cui prezzo può variare anche nell'arco della loro validità.
Possono essere usati entro un anno dalla ricezione.
Sono cumulabili ma possono essere usati sempre e solo come pagamento parziale (fino al 50%) di un prodotto/servizio dell'AAC Network.
Se usati per acquistare prodotti/servizi che valgono meno dei Buoni, lo sconto si riduce al 50% del costo del prodotto/servizio selezionato.
L'unico interrogativo rimane quindi i tempi di smaltimento/risposta, come detto da te
Il Viceministro del Lavoro Martone ha poi così torto in ciò che ha dichiarato?
Il Viceministro del Lavoro, Michel Martone, ha destato commenti immediati con la sua affermazione: "Laurearsi dopo i 28 anni è da sfigati. È bravo invece chi a 16 anni sceglie un Istituto Professionale".
Hanno risuonato come una condanna queste parole che, a ben, guardare, nascondono una serie infinita di vizi ed errori tragicamente tipici del sistema italiano.
Un meccanismo, quello italiano, che non funziona e non incentiva la crescita giovanile nel senso più completo del termine. Il percorso di studio è diventato un'alternativa al "non far nulla" e sempre più spesso concludere il ciclo di studi significa solo entrare prima nel mondo della disoccupazione. Se è pur vero che, in teoria, è giusto concludere gli anni di studi senza eccedere fuori corso soprattutto quando si studia e basta, è altrettanto vero che, una volta fatti sacrifici e studiato, che si tratti di università o diploma non importa, sarebbe un passaggio dovuto quello di trovare nel giro di poco tempo un impiego.
I paragoni con l'Europa sono inevitabili. Un ragazzo si laurea in media intorno ai 25 anni ma è altrettanto vero che trova intorno a sé un sistema decisamente meritocratico, pronto a sostenerlo ed aiutarlo. Se così non fosse non si spiegherebbe come mai in qualsiasi paese europeo non è interrotta la tradizionale costruzione di una famiglia già a partire dai 25 anni di età. Qui in Italia oggi se si riesce ad avere il primo figlio a 35 anni, con tanto di lavoro e casa al seguito, è quasi un miracolo.
Il Viceministro avrebbe perfettamente ragione se l'Italia fosse un Paese in grado di offrire un futuro solido e costruttivo ai giovani. Lo desideriamo tutti. Desideriamo un Paese meritocratico in cui appena terminati gli studi vi possa essere riscontro nel mondo del lavoro ma anche nel welfare, senza essere "figlio/a di papà".
Volendo racchiudere il pensiero in un'unica importante parola si parlerebbe di progetti. I giovani italiani, quelli seri, attenti al loro percorso di vita, responsabili, volitivi e costruttivi, avrebbero fretta di concludere se il loro cammino fosse una lunga strada da progettare, ma senza le mille difficoltà che il paese Italia riserva, da troppi anni ormai, ai suoi giovani italiani.
Massaggio al cioccolato. Delizia per il corpo e per la mente
Sollecitare i sensi e rilassare muscoli e nervi è l'obiettivo dei massaggi classici che, ormai, qualsiasi centro benessere pratica. Il massaggio al cioccolato offre una componente in più. Consente, infatti, di coinvolgere tutti i sensi: l'olfatto per esempio, che spesso non viene primariamente coinvolto con il classico massaggio. Ma in cosa consiste di preciso e perché prediligerlo rispetto al solito? La virtù principale del massaggio al cioccolato è quella di nutrire la pelle, per quasi un'ora in maniera profonda, ed arricchirla di nutrienti che altrimenti non acquisirebbe. Inoltre mette in moto recettori cerebrali che combattono cattivo umore e stanchezza. Si parla infatti di aromaterapia, questo perché il cioccolato è ricco di polifenoli: magnesio, sali minerali, vitamine antiossidanti, flavonoidi, fitosteroli, sostanze che aiutano la pelle e l'organismo a restare giovani ed elastici.
L'unico svantaggio di questo tipo di trattamento è che non si trova ovunque. Esistono centri specializzati che, ahimè, non sono presenti in tutte le città ma dobbiamo cercare la struttura che, nella rispettiva regione di appartenenza, offre questo servizio. Campania, Toscana e Trentino Alto Adige sono le regioni più ricche di hotel attrezzati con relativi centri benessere presso cui scegliere il pacchetto che preferiamo con il rispettivo percorso al cioccolato. I prezzi variano a seconda dei trattamenti che vogliamo acquistare ed inoltre vi è la possibilità di soggiornare nelle strutture. A Perugia, invece, patria dell'Eurochocolate, non poteva mancare l'Etruscan ChocoHotel, il primo hotel del mondo interamente dedicato al cioccolato. La struttura prevede pernottamenti con rispettivi percorsi benessere al cioccolato. Nel caso di quest'hotel però, i prezzi per usufruire dei servizi lievitano un po' e, per alcuni trattamenti come il bagno idratante e goloso in una vasca colma di cioccolato, possiamo parlare di extra-lusso vero e proprio. Senza però dover fare troppi sacrifici, basta cercare un po' e trovare la struttura più vicina per godersi deliziosi momenti di relax e, perché no, anche un intero weekend!
Avvolto da segreto e discrezione quella del Mystery Shopper è una professione strettamente legata alle strategie di marketing. Sostanzialmente il M. S. altro non è che il cliente sotto mentite spoglie inviato dall'azienda, per conto di un'agenzia, per scrutare ed avere un report di come la catena di distribuzione/punto vendita gestisce i prodotti e si relaziona con il cliente del marchio. Un lavoro intrigante e delicato per il quale sono richieste caratteristiche di discrezione, attenzione e precisione. Il mystery shopper infatti deve avere ben chiari quali sono gli elementi che l'azienda per la quale lavora intende rilevare a seguito del suo intervento e dunque qual è la visione aziendale su come i loro prodotti vadano proposti ed il cliente curato. All'interno di un punto vendita, infatti, sono diverse le variabili coinvolte nella riuscita o meno del prodotto rispetto all'acquirente. La capacità degli addetti di saper seguire il cliente e consigliarlo piuttosto che la disposizione dei prodotti e il modo in cui si presentano, sono tutti elementi che il Mystery Shopper deve saper osservare e valutare. È, quindi, una figura professionale capace di guidare il personale verso la strada migliore per il giusto rapporto con la clientela ma riesce anche ad interagire su ciò che riguarda la gestione strutturale del punto vendita per quanto riguarda promozioni, opportunità, punti di forza e di debolezza. Tutto ciò al fine, poi, di compilare un report al termine della missione atto ad inserire i dati rilevati e le conseguenti osservazioni in merito alla vita del punto vendita. Un vero e proprio consumatore-investigatore quindi, che indaga silenziosamente alla scoperta, non solo per evidenziare pregi e difetti ma anche per porgere un aiuto effettivo al fine di riassestare la situazione laddove sia necessario, oppure confermare il buon lavoro fatto fino al suo arrivo.
Buongiorno a tutti! Sono un giovane programmatore / web designer / appassionato e smanettone di computer grafica. Per motivi lavorativi devo andare a realizzare un'applicazione in grado di far parlare e gesticolare un modello 3D realistico basandosi su input ricevuti "dall'esterno", ovvero tramite protocolli di scambio dati (p.e. socket), quindi pressochè zero HUD. Per ora diciamo che i compiti dell'engine che dovrò andare ad utilizzare sono finiti; per la parte in ingresso all'engine ho già un motore di dialogo proprietario della società per cui devo realizzare il lavoro. Quindi essenzialmente mi serve che l'engine abbia un'ottima resa grafica, che sia plasmabile lato comunicazioni con altri programmi (tramite qualunque protocollo, p.e. socket e simili), possibilmente cross-platform e fruibile da web, che non richieda doti di programmazione mastodontiche e il cui costo sia al di sotto dei 2000 ? (se trovate dei freeware non mi offendo!).. Sapreste consigliarmi quale engine faccia al caso mio? In tale prospettiva stavo già ammirando Unity, perchè soddisfa tutte le mie necessità e mi permetterebbe di scrivere in linguaggio Javascript, che già conosco, seppur in ambito esclusivamente web (per la cronaca non conosco C/C++), però altri engine, come il CryEngine o l'UDK, hanno forse una resa migliore ed un migliore controllo delle espressioni facciali, cosa per me di estrema importanza. Ho un tempo di realizzazione del progetto di 3 mesi totali, di cui diciamo uno e mezzo per la familiarizzazione/integrazione dell'engine. Detto ciò mi rimetto a voi: sapreste darmi un consiglio su quale direzione prendere lato motore grafico? Vi ringrazio in anticipo. Ciao a tutti
Salve a tutti! Nuovo anno, nuova cotta, ma questa volta qualcosa "sembra" andare per un altro verso...
Vi spiego tutto brevemente: incontrai una ragazza, con un suo collega di uni, in treno verso la metà di Novembre. Li sentivo parlare di università e riuscii ad inserirmi nel discorso, non ricordo come. Comunque non ci siamo più rivisti per molto tempo, fin quando ad inizio 2012 lei mi aggiunse su Facebook avendomi riconosciuto in alcune foto. Chattammo un po', ci conoscemmo meglio e scoprimmo di avere parecchie cose in comune, soprattutto in campo musicale.
Dopo un po' di tempo passato a parlare soprattutto per via telematica, riuscii a chiederle il numero di telefono; due giorni dopo le mandai un primo messaggio. In quella conversazione lei mi disse che "mi avrebbe rotto le p****e dato che ero *gestore telefonico in comune* XD" (cit.), e infine, tra un messaggio e l'altro con toni piuttosto scherzosi, mi salutò dicendomi "fatti sentire ogni tanto". Questo due giorni fa.
Stamattina eravamo ancora nello stesso treno, ma lei non mi vide. Prima di scendere ho deciso di mandare un messaggio:
Io: "Buongiorno :) Sono appena arrivato a *città dell'università*, che si dice dalle tue parti?"
(ho fatto un po' il finto tonto :P)
Lei: "Buongiorno.. :) Sei arrivato o sei in treno? :)"
Io: "Sono in treno, quasi arrivato finalmente, è successo il finimondo..."
(in pratica problemi al treno causa maltempo)
Lei: "Lo so, sono anche io su questo fatidico treno.. :D"
Sceso dal treno, lei era più avanti con lo stesso collega delle altre volte, la raggiungo e mi ricollego al messaggio: "...quindi, anche tu su questo treno, giusto?". Ci salutiamo con baci sulla guancia e parliamo fino all'arrivo in facoltà.
Giusto in questo momento stiamo messaggiando un po', in particolare lei mi sta mandando dei papiri di 3 SMS alla volta, parlandomi di alcuni suoi problemi e chiedendomi che stessi facendo.
Ora, la mia preoccupazione più grande è proprio quella di passare per l'amico di conversazioni: ok consolarla e tutto, ma comunque la conversazione via SMS non è proprio granchè, e comunque di persona la trovo due volte alla settimana, se mi va bene. Ora che finiscono le lezioni ci sarà pure una pausa di un mese... ho detto tutto.
Avete delle idee per un poveretto che si sente cadere nella fossa della friendzone?
Potrebbero essere buoni segni, tutto dipende da come prosegui adesso... Innanzitutto, siccome sei ancora agli inizi, puoi relativamente stare tranquillo perché non dovresti ancora esser finito in quel pozzo senza fondo che è l'amicizia. Le basi potrebbero esserci (il condizionale è d'obbligo sempre): ti ha aggiunto su facebook (ma potrebbe non voler dire niente), avete cose in comune (buon segno), provate piacere nel conversare. Ora dovresti spingerti un po' più in là, stimolarla un po', magari con mezze battute ed allusioni, anche un po' maliziose ma mai volgari, farle dei complimenti, qualsiasi cosa insomma che possa dimostrarle il tuo interesse e per sondare anche il terreno.
Salve a tutti,vorrei sapere se qualcuno può darmi una mano in questo senso,ho un mixer,microfono,un pc con basi midi e vorrei registrarmi mentre canto,esiste qualche programma dove posso utilzzare basi midi dove posso togliere la traccia della melodia?
Ho già provato la registrazione usando Audacity e il risultato è accettabile,però posso usare solo basi mp3 o altro,ma non midi.
Anche per il fatto che vorrei usare anche la chitarra dove su una base midi esiste la traccia sostituendola alla mia.(magari con karaoke)
Ringrazio in anticipo se qualcuno mi può suggerire qualcosa
mi trovo da qualche giorno immerso nella tabs che ho inserito nel mio sito (tizian.it/news2/index.html), nella pagina di prova (ofline - con la sola tabs) tutto funziona a meravglia mentre nella pagina index.html (sia online che ofline) non mi riesce l'impaginazione del contenuto della tabs.